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Chiesa di Sant'Alessandro in Zebedia

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La Chiesa di Sant’Alessandro in Zebedia è ospitata nella piazza omonima, dopo aver salito una scalinata composta da 12 gradini in marmo per giungere al sagrato della chiesa, protetto da paletti che delimitano il sacro terreno. Un luogo di tranquillità e relax che si distacca dalla frenesia della città.
La prima cosa che si nota della chiesa è l’architettura di ordine barocco, e i due campanili laterali: uno con la funzione di orologio e l’altro di torre campanaria del 1643.
La chiesa nasce nel 1589, grazie ai Padri Barnabiti che ebbero la concessione per una chiesa parrocchiale dedicata a Sant’Alessandro su un’area dove vi era un antico oratorio dedicato a San Pancrazio ed il carcere di San Zebedia, in cui si pensa sia stato rinchiuso il martire Alessandro.
La posa della prima pietra, avvenne nel 1602, assistita da Federigo Borromeo. Il progetto è di Lorenzo Birago, al quale si affiancò come perito anche Francesco Maria Richino.
Giunti all’entrata della chiesa, ci si trova in una anticamera di legno intarsiato e poi accedendo da una delle due porte entreremo nella chiesa: tre navate suddivise da grandi colonne e contrafforti.
Lo spazio centrale è dedicato alle panche per i fedeli, mentre altri spazi laterali, ospitano una fonte battesimale, un armonium ed una immagine sacra molto bella della Vergine.

Da notare è il pulpito incastonato di pietre preziose, ma è di notevole interesse anche il presbiterio: alle spalle dell’altare per le funzioni, troviamo un altare Maggiore, cintato da una balaustra di marmo rosso con un basamento nero, del 1741 ad opera del Riccardi.
Tutta la struttura dell’altare è di marmo verde coperta da pietre preziose (lapslazuli e diaspri rossi)
Le pareti del presbiterio sono arricchite da sei tele di Filippo Abbiati e con affreschi di Federico Bianchi e Giovan Battista Grandi con scene del santo che risalgono al 1687.
Nella cappella della Natività del 1613 troviamo la Pala dell’Adorazione dei Pastori: opera di Camillo Procaccini, risalente al 1615, e sempre allo stesso autore si deve il Crocefisso con la Madonna e S.Giovanni.
Sono tredici i confessionali presenti in questa monumentale chiesa: due in marmo intarsiato ed il resto in noce.

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